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Corsi di formazione – Cosa sono e a cosa servono

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Quella dei corsi di formazione è una materia così ampia, variegata e complessa che non è affatto semplice trattarla in un modo che, allo stesso tempo, risulti pratico ed esaustivo; d’altro canto, si tratta di un argomento che ha così importanti ricadute negli ambiti professionali di moltissime persone che vale sicuramente la pena fare lo sforzo di approfondirlo.

Fino a qualche decennio fa, quando i tassi di disoccupazione erano relativamente bassi e l’entrata nel mondo del lavoro era un processo quasi “automatico” dopo il termine dei percorsi scolastici o universitari, di fatto non esistevano – o erano realtà limitate a settori molto specifici - quelli che oggi definiamo percorsi formativi; in sostanza, la formazione si faceva “sul campo”, ci si formava semplicemente lavorando.

Da diversi anni, però, le cose sono decisamente cambiate; l’accesso al lavoro è divenuto sicuramente più difficile – ne è la prova l’elevatissimo e quasi insostenibile tasso di disoccupazione giovanile attuale – e i corsi di formazione professionale sono ormai diventati una condizione necessaria – anche se purtroppo non sempre sufficiente - per intraprendere una determinata carriera lavorativa.

Nell’ambito del lavoro peraltro, è importante distinguere fra corsi di formazione obbligatori e no.

Indice

Corsi di formazione – Cosa sono e a cosa servono

Genericamente parlando, i corsi di formazione professionale sono percorsi didattici, diretti da personale qualificato e specializzato, che hanno il preciso scopo di fornire all’allievo tutte le nozioni e le competenze necessarie per lo svolgimento di una determinata professione e anche di aiutare coloro che - già da tempo introdotti nel mercato del lavoro - necessitano di aggiornamenti professionali. Del resto, è a tutti noto che, da ormai diversi anni, siamo di fronte a un’evoluzione tecnologica tale che, in molti settori, le competenze acquisite in ambito scolastico – ancorché necessarie - risultano spesso insufficienti e spesso obsolete per proporsi od operare in modo adeguato in ambienti lavorativi che diventano sempre più difficili e competitivi.

La formazione – beninteso – non riguarda però soltanto chi si sta affacciando al mondo del lavoro, ma anche coloro che risultano fra i cosiddetti “occupati”, proprio perché, come accennato in precedenza, molte delle professioni attuali, in continua evoluzione, richiedono, di fatto, una “formazione continua” che permetta al lavoratore di essere sempre adeguato al suo contesto professionale (si pensi, solo per fare un facile esempio, a chi opera in campo informatico).

Da quanto brevemente esposto sopra, si intuisce chiaramente che, nel contesto lavorativo attuale, i corsi di formazione – quando non obbligatori per legge – sono, ci sia permessa un’apparente contraddizione, una necessità non obbligatoria, un plus che può rivelarsi una notevole opportunità di crescita professionale. In altri termini, riprendendo un motto a noi caro: chi si forma non si ferma.

L’importanza della formazione e i fondi interprofessionali

Come in parte evidenziato dal paragrafo precedente, l’importanza della formazione professionale è un fatto incontrovertibile; detto ciò, fa una certa impressione leggere che una buona parte delle aziende italiane scelga scientemente di non investire alcunché nella formazione professionale dei propri dipendenti perdendo l’occasione di migliorare l’aspetto qualitativo del proprio staff; è uno dei più classici casi di miopia aziendale: si considera la formazione professionale come un costo evitabile, un’onerosa inutile cambiale e non come un lungimirante investimento che nel medio-lungo termine può rivelarsi particolarmente fruttifero. La cosa risulta ancora più incomprensibile alla luce del fatto che, spesso e volentieri, le Regioni e i Comuni promuovono corsi professionali gratuiti anche di alto livello a cui tutti possono accedere; e non si può certo tacere il fatto che, frequentemente, tali istituzioni finanziano totalmente corsi di formazione professionale destinati ai disoccupati. È sufficiente verificare il sito web istituzionale della propria Regione per venire a conoscenza delle varie proposte; non è poi così raro scoprire che in molti casi vi sono offerte formative che possono fare al caso nostro aiutandoci a entrare nel mondo del lavoro.

Di estremo interesse – e incredibilmente poco nota – è poi l’eccezionale possibilità di formazione gratuita che le aziende possono sfruttare grazie ai cosiddetti fondi interprofessionali.

I fondi interprofessionali sono una misconosciuta opportunità di cui le aziende possono avvalersi per formare e/o aggiornare il proprio personale praticamente a costo zero. Vale quindi la pena di approfondire la questione.

Come spiegato sul sito governativo dell’Agenzia Nazionale Politiche Attive del Lavoro (ANPAL), i fondi interprofessionali sono organismi istituiti per finanziare gli interventi di formazione continua di lavoratrici e lavoratori delle aziende che scelgono di aderirvi.

Il meccanismo che permette l’operatività di questi fondi è il versamento del contributo obbligatorio per la disoccupazione involontaria; trattasi di un contributo che tutti i datori di lavoro versano all’INPS e che è pari allo 0,30% della retribuzione dei propri dipendenti.

L’unica possibilità che un’azienda ha di recuperare e gestire quanto versato è destinarlo a un fondo interprofessionale; aderire a uno di questi fondi non comporta alcun onere per le aziende che potranno poi eventualmente rinunciare all’adesione in qualsiasi momento.   

Di norma, un’azienda che ha aderito a un fondo interprofessionale ha a disposizione sia un conto individuale nel quale confluisce la gran parte di quanto versato sia conti di sistema finanziati dalla restante parte delle risorse.

Un’azienda che ha aderito a un fondo interprofessionale potrà quindi finanziare in modo del tutto gratuito la formazione e l’aggiornamento della propria forza lavoro; un’occasione unica per migliorare il livello professionale dei propri dipendenti. Ogni consulente per la formazione è in grado di fornire tutte le spiegazioni necessarie per poter usufruire di tale possibilità.

I corsi di formazione obbligatori

Come abbiamo visto, i corsi di formazione professionale sono una realtà di indiscutibile importanza in un mondo del lavoro che si fa sempre più complesso, più agguerrito, pervaso da una competitività che in molti casi finisce per avere impatti di non poco conto sulla qualità di vita delle persone; pochi, infatti, è inutile negarlo, hanno la possibilità di fare un lavoro che amano davvero (e che quindi… non lavorano); la maggior parte delle persone, invece, “deve” lavorare che piaccia loro o no; senza volerla santificare oltremodo, è fuor di dubbio che una formazione adeguata, di qualità, sempre aggiornata, è un’arma in più da spendere in ambito professionale, un’arma che può, in parte migliorare la qualità di vita professionale e no di chi è “costretto a lavorare”.

Tuttavia, in molti casi, la formazione non è strettamente obbligatoria, non esiste infatti alcuna legge, se non quella del puro buon senso, che imponga al lavoratore di migliorare le proprie competenze professionali. In altre circostanze, però, e arriviamo al punto che trattiamo in questo paragrafo, il legislatore ha imposto determinati obblighi nell’ambito della formazione aziendale.

Quando sono uscite le prime leggi in materia, molti hanno visto nei corsi di formazione obbligatori uno dei tanti pesanti fardelli imposti dalla burocrazia; per alcuni, diciamolo brutalmente, essi non erano altro che il tentativo di “spillare ulteriormente soldi agli imprenditori”; in realtà, riflettendo più serenamente e costruttivamente, in questi corsi è più corretto intravedere un grande strumento di civiltà; grazie a essi, infatti, è possibile garantire maggiori livelli di sicurezza e di qualità di vita non solo ai lavoratori, ma anche a tutti coloro che sono in contatto con le varie realtà aziendali. Si può certamente discutere se siano più o meno adeguati o sufficienti; sicuramente sono perfettibili, ma è indubbio che abbiano rappresentato, e rappresentino tuttora, uno degli strumenti che possono rendere il mondo del lavoro più vivibile e, soprattutto, più salutare e più sicuro. Non è cosa da sottovalutare in un Paese come il nostro in cui le morti bianche sono all’ordine del giorno.

Al momento attuale, i principali corsi di formazione obbligatori sono quelli che riguardano i seguenti campi:

Per approfondire le tematiche relative a questi tipi di corso rimandiamo, oltre che ai link sopra riportati, anche ai seguenti articoli del nostro blog (in continuo aggiornamento):

Consigliamo inoltre la lettura dell’articolo: Formazione a distanza – Istruzioni per l’uso.

C’è ancora un aspetto che ci preme sottolineare riguardo ai corsi di formazione obbligatori; quest’ultimo termine è spesso sgradito perché rimanda a un senso di costrizione, a qualcosa a cui, volenti o nolenti, dobbiamo sottometterci; in realtà, si tratta di strumenti che devono essere visti sotto una luce totalmente diversa; non vanno cioè interpretati come una delle tante pastoie burocratiche che appesantiscono il mondo del lavoro (e ce ne sono, è innegabile), bensì come un’utile opportunità per migliorare le proprie conoscenze personali: essere “obbligati” a imparare a eseguire correttamente un massaggio cardiaco o la respirazione bocca a bocca (il corso di primo soccorso è un corso obbligatorio) può salvare una vita, magari proprio quella di un familiare che in vacanza ha un malore; essere “obbligati” a imparare a usare un estintore o a sapere come comportarsi nel caso di un incendio, può salvarci la vita e/o limitare i danni a cose e persone; essere “obbligati” a frequentare un corso HACCP può tornarci molto utile nella vita quotidiana o magari ci può consentire di poter dare un contributo attivo in una cucina di un’organizzazione umanitaria o di una sagra paesana.

In altri termini, ci sono molti corsi obbligatori che non sono un mezzo utile solo in ambito lavorativo, ma strumenti che possono essere sfruttati proficuamente anche in ambito extra-professionale.

La formazione professionale degli ingegneri

In questo ultimo paragrafo vogliamo porre l’accento su una delle possibilità offerte da SicurIngegneria per quanto riguarda la formazione professionale degli ingegneri.

Com’è noto, alcuni professionisti (per esempio, architetti, geometri, ingegneri ecc.) sono obbligati al conseguimento dei cosiddetti CFP, crediti formativi professionali; sono dei crediti, dei “punti”, che servono ad attestare il grado di preparazione e di competenze di un determinato professionista nel settore in cui andrà a operare; sono necessari per poter accedere all’Albo professionale e offrire i propri servizi.

In sostanza, gli ingegneri iscritti all’albo sono tenuti alla formazione continua tramite corsi e altri tipi di attività; ciò permette loro di accumulare i propri CFP (fino a un massimo di 120 crediti per anno e un minimo di 30); ogni anno vengono sottratti a ogni professionista 30 CFP.

A breve, SicurIngegneria diventerà un provider CNI, ovvero un soggetto che il Consiglio Nazionale degli Ingegneri autorizza a erogare eventi formativi alla cui frequenza è riconosciuto il conseguimento dei crediti formativi professionali per gli ingegneri.