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Incendio grattacielo milano torre del moro come e perché

L’incendio di Torre del Moro

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Abbiamo ancora tutti negli occhi le immagini del rogo del  grattacielo Torre del Moro nella periferia sud di Milano sul quale è stato aperto un Fasciolo per disastro colposo dal nucleo investigativo antincendio territoriale. Più o meno a tutti l’effetto ha riportato indietro di alcuni mesi all’incendio delle Grenfell Tower a Londra dove però purtroppo si sono contati anche numerose vittime.

L’origine dell’incendio avvenuto al 15° piano con cause da accertare e sulle quali non interessa in questa sede entrare, non è escluso possano essere di natura elettrica.

Ciò che è notevolmente più interessante analizzare e notare è la dinamica estremamente veloce dell’incendio, che anche per un occhio non tecnico, sarà sembrato molto aggressivo. La ragione sta in una sorta di “effetto camino” effetto tipicamente presente in presenza di intercapedine fra la parete esterna di un edificio come evidenziato nell’immagine seguente. Per poter realizzare le cosiddette facciate ventilanti termicamente molto efficienti (il motivo è visibile dalla dinamica dell’incendio), vengono infatti realizzate dei gusci di rivestimento realizzati in pannelli estremamente performanti dal punto di vista termico, ma altrettanto critiche dal punto di vista della combustione. Di seguito si ripota uno schema esemplificativo per comprendere meglio cosa sono le facciate ventilate.

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Tale intercapedine è di fatto un camino  che riesce ad amplificare la velocità di propagazione delle fiamme. Possibile che questo fenomeno arci-noto, non produca nessun tipo di indicazioni o vincolo normativo? Sbagliato. Per capire perché continua a leggere.

 

 

Facciate e prodotti isolanti: i riferimenti normativi

I materiali e prodotti isolanti utilizzati nelle facciate a cappotto sono prodotti da costruzione e ricadono pertanto nel campo di applicazione del Regolamento CPR (EU) n.305/2011.

A livello europeo non è presente alcuna norma per isolanti in facciata e, pertanto, solo su base volontaria, il produttore di “External Thermal Insulation Composite Systems ” (ETICS) può scegliere dal gennaio 2019, di aderire ad un accordo (European Assessment Document), secondo il quale gli ETICS devono essere classificate con le medesime prove al fuoco previste per i materiali isolanti (per uso interno).

Pertanto, a livello europeo, i materiali isolanti per facciate sono ancora testati,  con uno scenario di incendio interno (incendio in una piccola stanza).

E’ evidente che la dinamica ed il flusso termico di in incendio interno non possono essere i medesimi di un incendio esterno dove il flusso è prevalentemente ascensionale.

Le linee guida VVF del 2013 sui requisiti di sicurezza delle facciate

Il Comitato nazionale VV.F. ha ritenuto necessario regolare a livello nazionale l’utilizzo degli ETICS emanando, nel 2013, con le “Linee guida per la determinazione dei requisiti di sicurezza delle facciate negli edifici di civile abitazione” che, per ogni tipologia di facciata (semplice, a doppia parete, ventilata, etc.), ne definiscono i  requisiti fuoco. La linea guida indica le prestazioni che il materiale deve possedere in termini di combustibilità.

In particolare, è previsto l’uso di prodotti in classe europea almeno B-s3-d0 (una buona prestazione considerato che la categoria A è la migliore e la F è la peggiore).

 

Verso una RTV sulle chiusure d’ambito degli edifici civili

Imminente l’approvazione della futura regola tecnica verticale (RTV) Chiusure d’ambito degli edifici civili” (facciate e altre frontiere esterne degli edifici), che mette in collegamento le prestazioni degli ETICS all’approccio prestazionale, stabilendo quindi misure più stringenti e pertanto generalmente costose qualora se scelga di adoperare materiali di prestazione più scarsa e soprattutto con richieste proporzionali alle caratteristiche dell’edificio. Prestazioni più elevate per edifici più alti.

E’ atteso a breve l’avvio del tam tam mediatico fra i soggetti amministratori del grattacielo ed istituzioni politiche che non perderanno sicuramente l’occasione per cavalcare l’onda mediatica ed accaparrarsi l’opinione pubblica con slogan a basso costo ed a scarso contenuto.

Noi da tecnici diciamo solo che il risparmio sulla sicurezza, e quindi sulla scelta dei materiali deve seguire anche lo spesso poco considerato buon senso. L’amministratore del palazzo, Augusto Bononi, ha già precisato che “la facciata era composta di Alucobond, un materiale essenzialmente poco combustibile. L’azienda produttrice ha già negato la fornitura del materiale. E’ interessante notare come (il fascicolo chiarirà la vicenda) il soggetto responsabile anche delle manutenzioni in un edificio di tale rilevanza e probabilmente anche datore di lavoro se presenti dipendenti del condominio, non fosse a conoscenza del materiale costruttivo. Questo faccia riflettere sulla superficialità professionale di tanti.

Sentirsi sicuri all’interno della tua abitazione è importante per la qualità della nostra vita, quindi seguici aggiornato sulla novità in tema di antincendio.

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[Ing. Lorenzo Fé]