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La squadra in divenire

La letteratura sulla costruzione di un team (team building) è estremamente vasta, così come sono vaste quelle relative alla miglior gestione di una squadra aziendale e alla leadership. Non si contano i corsi organizzati internamente alle aziende allo scopo di migliorare la capacità di “fare squadra”.

Non c’è da meravigliarsi troppo; da tempo molti hanno capito che qualsiasi realtà aziendale può raggiungere più facilmente e rapidamente i propri obiettivi se, al suo interno, i diversi attori (ovvero le varie figure professionali) sono motivati, sono comunicativi, interagiscono al meglio fra loro, sono personalmente soddisfatti (se non, in alcuni casi, addirittura felici; un obiettivo che non sempre è raggiungibile in ambito lavorativo).

Il “molti hanno capito” del paragrafo precedente non è casuale; va infatti chiarito che le scuole di pensiero sul miglior modo di raggiungere determinati obiettivi non sono tutte allineate; non mancano certo quelle situazioni aziendali in cui la squadra c’è solamente sulla carta; in realtà ci sono solo un capo (che spesso non è un vero e proprio leader) e dei subordinati; generalmente si tratta di situazioni nelle quali non si punta sulla sinergia i vari componenti del team, ma sulla competizione fra loro, più o meno velata; non si organizzano corsi o incontri su “come si fa squadra”, bensì su come gonfiare a dismisura la propria autostima e sulla motivazione esasperata. In termini più rudi, ma realistici: si cerca di “pompare” al massimo la persona per “spremerla” il più possibile; certo, i risultati possono arrivare, ma che prezzo deve pagare il singolo in termini di qualità della vita? Viene da chiedersi se ne vale davvero la pena. Forse per le tasche di qualche imprenditore…

Il team e l’indice di qualità del lavoro

Qualcuno ha scritto, e lo scrivente concorda, che il lavoro è una sorta di “condanna sociale”; significa che molti di noi, anche se non tutti, se potessero non lavorerebbero (un artista, probabilmente, lavorando si diverte; di fatto, quindi, non lavora veramente, ma si guadagna semplicemente da vivere facendo quello che ama). E dal momento che si “deve” lavorare, è giusto che l’indice di qualità del nostro lavoro sia il più alto possibile; risulta ovvia una positiva ricaduta sulla qualità della propria vita.

Arrivando al punto, una squadra che possa dirsi veramente tale dovrebbe quindi, a nostro parere, garantire il massimo indice di qualità del lavoro possibile. Sicuramente non è un obiettivo semplice da raggiungere perché molte sono le variabili in gioco: le competenze tecniche del singolo, la sua efficacia, la sua efficienza, la sua sensibilità personale, la sua autostima, la sua flessibilità, la sua capacità di interagire con gli altri (una caratteristica di non poco conto per chi si trova a lavorare in un team; l’empatia, purtroppo, non è un dono universale) ecc.

L’importanza del leader

Ogni squadra ha un capo; è un dato di fatto. Meno scontato è che il capo sia anche un leader. In una squadra, auspicabilmente, dovrebbe esserci un leader, piuttosto che un capo. Esiste infatti una certa differenza fra queste due figure che possiamo semplicemente sintetizzare così: un capo prende determinate decisioni e le impone ai propri subordinati a prescindere dal fatto che siano condivise e considerate in modo positivo da questi ultimi; un leader dirige il proprio team e prende decisioni che sono condivise dalla squadra e accettate positivamente.

Non è facile essere leader, ma, soprattutto, non è facile esserlo nel modo giusto. Sullo stile della leadership sono state scritte migliaia di pagine e le opinioni sulla questione sono alquanto diversificate, in alcuni casi diametralmente opposte.

In estrema sintesi, possiamo distinguere tre principali stili di leadership (in letteratura se ne trovano decine, ma, alla fine, sono tutti più o meno riconducibili a questi tre modelli):

  • stile autoritario
  • stile democratico
  • stile delegante.

La terminologia è piuttosto chiara e non c’è certo bisogno di particolari spiegazioni; chi adotta il primo stile è una persona che gestisce il proprio gruppo imponendo le proprie decisioni, a prescindere che queste siano condivise dal team oppure no; al suo estremo, troviamo il leader democratico, figura che sa come chiedere e come ottenere la partecipazione della sua squadra di lavoro (sa ascoltare, sa comunicare, sa motivare); il leader delegante ha una notevole capacità di controllo; addestra adeguatamente il suo team che poi è lasciato operare in autonomia.

A questo punto, viene da chiedersi quale, fra questi stili, sia quello preferibile. Alcuni forse non concorderanno con la conclusione, ma non esiste uno stile di leadership migliore in assoluto; un ottimo leader infatti è colui che ha la capacità di adottare un determinato stile a seconda delle varie situazioni; le realtà aziendali e quelle di mercato, infatti, sono in continuo mutamento e il vero leader è quello che modifica il suo stile di leadership adattandolo a una specifica situazione. In altri termini: in determinate circostanze paga di più un approccio democratico, in altre, un approccio autoritario (si pensi a una grave crisi che mette in forse la solidità aziendale), in altre ancora è più produttivo delegare.

La squadra in divenire

Una squadra ben assortita e ben gestita è fondamentale per il successo di un’azienda. Costruire una squadra, però, richiede tempo, dedizione e comprensione. Non è pensabile, al momento in cui si decide di dar vita a un team, che tutti i componenti siano alla “stessa pagina del libro”; compito, sicuramente non banale, del leader della squadra è quindi quello di fare in modo che tutti i membri del team si sentano pienamente coinvolti nel progetto: la consapevolezza di avere il medesimo obiettivo in comune è fondamentale per la coesione del gruppo e per il coinvolgimento personale.

È altresì di vitale importanza che ogni membro del gruppo sia ben consapevole di quello che è il suo ruolo, di quelle che sono le sue responsabilità personali e di ciò che ci si aspetta da lui per il bene della squadra a cui appartiene.

La fiducia interpersonale è un mattone fondamentale nella costruzione di un gruppo che funziona; questo a prescindere dalle inevitabili diversità di visione. Molti successi aziendali sono imprescindibili dalla fiducia che si è venuta a creare fra ogni membro del gruppo; quello delle relazioni interpersonali è un punto sul quale l’azienda deve investire creando momenti ad hoc e occasioni particolari.

Non si deve poi dimenticare che, pur nel rispetto del proprio ruolo, non è affatto detto che non si possa uscire da determinati schemi quando lo scopo è quello di venire incontro a particolari esigenze di uno o più membri del team. È quindi sacrosanto che ognuno abbia uno specifico ruolo e determinate responsabilità, ma ciò non deve andare a discapito del “gioco di squadra”. In altri termini, cum grano salis, per il bene comune, talvolta si può (si deve) uscire dagli schemi.

Squadra in divenire

Una squadra ben assortita e ben gestita è fondamentale per il successo di un’azienda.

Una squadra in divenire – L’esperienza di Sicuringegneria

Consapevoli di quanto sia importante la coesione di un team di lavoro, anche Sicuringegneria ha intrapreso un percorso che, riprendendo le parole della dott.ssa A. M. Palma, si propone come “laboratorio di manutenzione professionale ed evoluzione personale finalizzato a dare sistematicità alla comunicazione del team e orientamento alla sua crescita, allacciando funzionalmente gli obiettivi del proprio ruolo ai talenti e alle sensibilità personali”.

L’obiettivo che l’azienda si era posta non era tanto quello di creare nuove “motivazioni” quanto quello di ottimizzare i rapporti fra tutti i membri del team, allo scopo di raggiungere un’intesa che non fosse solo meramente professionale, ma anche personale, nell’interesse del benessere di tutti (molto banalmente: lavorare con il sorriso).

Il percorso proposto a Sicuringegneria è stato particolarmente articolato e prevedeva, nell’arco di circa 4-5 mesi, 8 sessioni di lavoro: 4 sessioni con il team e 4 sessioni individuali per ciascun componente della squadra (sessioni one-to-one). Questa modalità di lavoro ha permesso di unire le riflessioni operative a quelle personali, allo scopo di creare un allineamento fra quella che è la visione del team e quella che è la missione personale. Nel corso delle sessioni one-to-one si è dato molto spazio a tutte quelle tematiche che sono venute fuori nel corso delle sessioni del team e a eventuali problematiche sorte sul posto di lavoro durante il percorso.

Il percorso intrapreso dall’azienda è stato impegnativo, ma allo stesso tempo, molto gratificante. Non c’era la pretesa di porre fine, come per magia, a tutte le inevitabili problematiche che sorgono in ogni realtà aziendale, bensì la volontà, da parte di tutti i componenti del team, di comprendere i propri limiti e migliorare laddove era possibile farlo, di rafforzarsi dal punto di vista organizzativo in modo da gestire al meglio tutte le attività così da centrare il traguardo, non sempre scontato nelle imprese, del cosiddetto “benessere organizzativo” che, in ultima analisi, si traduce anche in benessere personale.

La squadra di lavoro – La metafora del gioco del calcio

Vogliamo chiudere questi spunti di riflessione con un parallelismo fra il mondo del pallone e quello del lavoro.

Molte persone, legittimamente, sono immuni dal fascino del gioco del calcio; nessuno però può negare il fatto che tale disciplina sportiva sia uno degli sport di squadra per eccellenza. È anche per questo motivo che in molti convegni che trattano la gestione dei team di lavoro e della leadership si invitano in qualità di relatori, famosi allenatori (si pensi, per esempio, a personaggi quali Arrigo Sacchi, Marcello Lippi o Fabio Capello).

In effetti, il football ben si presta a parallelismi con il mondo del lavoro, in particolare con la realtà dei team aziendali. I principali che possiamo rintracciare sono i seguenti:

  • l’allenatore – il leader del team aziendale
  • i calciatori – i professionisti che compongono la squadra aziendale
  • i diversi ruoli dei calciatori (terzini, centrocampisti, attaccanti ecc.) – le diverse mansioni dei componenti del team.

Quello che tutti si aspettano dai calciatori e dal loro allenatore è la vittoria in una competizione, un traguardo che non è scontato raggiungere, perché molte sono le squadre che vogliono salire sul gradino più alto del podio; lo stesso si verifica nei più vari ambiti aziendali; si devono raggiungere determinati traguardi se si vuole essere competitivi sul mercato.

Gestire una squadra di calcio è un lavoro arduo perché non è semplice gestire un numero elevato di atleti, con personalità e abilità diverse; lo stesso si verifica anche in ambito aziendale. In entrambi i casi, chi dirige il team deve far sì che il gruppo che ha disposizione diventi una “vera squadra”, non un semplice insieme di persone.

Squadra in divenire

Il gioco del calcio ben si presta a parallelismi con il mondo del lavoro, in particolare con la realtà dei team aziendali.

Il gioco del calcio ci insegna, nella sua ossimorica semplice complessità, che formazioni imbottite di grandissimi campioni hanno miseramente fallito gli obiettivi: troppi egoismi, troppi personalismi, nessun senso di appartenenza (la saggezza popolare sintetizza efficacemente il tutto con una celebre espressione: “troppi galli in un pollaio”); al contrario, team tecnicamente meno dotati di altri hanno raggiunto traguardi impensabili, questo semplicemente perché hanno saputo fare squadra; ognuno si è messo al servizio dell’altro, compensando i limiti tecnici con quello che anche gli allenatori chiamano “cuore”.

A volte, quando si gioca a calcio, saltano gli schemi, perché un atleta si infortuna, oppure si fa espellere; se però c’è la squadra, una squadra vera, si può mettere una pezza. Ecco allora che l’attaccante può cambiare il suo ruolo e scendere giù, a dare una mano a chi difende. Avrà faticato di più, ma ne sarà valsa la pena, in fondo l’obiettivo è comune. È certo però che questo puoi farlo solo se hai capito l’essenza del gioco di squadra.

Nelle aziende succede la stessa cosa, possono saltare gli schemi perché qualcuno del team ha un problema (può essere una malattia, un momento critico a livello personale o familiare, una difficoltà economica ecc.) e non rende secondo le sue possibilità; se però il team funziona, se è collaborativo, se i rapporti interpersonali sono improntati all’amicizia e al rispetto, si sarà in grado di sopperire alle temporanee mancanze di uno dei membri.

Forse qualcuno troverà inappropriato o banale trovare analogie fra quello che è uno degli sport più popolari – in tutte le accezioni di questo termine – e il complesso mondo del lavoro, ma anche un grande filosofo come Jean-Paul Sartre lo ha detto chiaramente: “Le football est une métaphore de la vie” (Il calcio è una metafora della vita). Nel calcio serve Ronaldo, ma serve anche uno che, come insegnava Ligabue, lavori come Oriali: “anni di fatiche e botte e vinci casomai i mondiali”.

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22
Set

Corso primo soccorso Settembre 2021

14:00 - 18:00 Sicuringegneria SIFORMA presso Pallavicini Center Pistoia

  • 24 Settembre 2021 14:00 - 18:00
  • 28 Settembre 2021 14:00 - 18:00
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27
Set

Valore Qualità – Formazione per responsabili ed operatori di strutture socio sanitarie

14:00 - 18:00 Evento virtuale FAD modalità sincrona

  • 4 Ottobre 2021 14:00 - 18:00
  • 11 Ottobre 2021 14:00 - 18:00
  • 18 Ottobre 2021 14:00 - 18:00
  • 25 Ottobre 2021 14:00 - 18:00
  • 3 Novembre 2021 14:00 - 18:00
  • 8 Novembre 2021 14:00 - 18:00
  • 15 Novembre 2021 14:00 - 18:00
  • 22 Novembre 2021 14:00 - 18:00
  • 29 Novembre 2021 14:00 - 18:00
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28
Set

Corso di formazione RSPP datore di lavoro – Settembre 2021

09:30 - 13:30 Sicuringegneria SIFORMA presso Pallavicini Center e FAD in modalità sincrona

  • 29 Settembre 2021 09:30 - 13:30
  • 29 Settembre 2021 14:30 - 18:30
  • 5 Ottobre 2021 09:30 - 13:30
  • 6 Ottobre 2021 09:30 - 13:30
  • 8 Ottobre 2021 09:30 - 13:30
  • 15 Ottobre 2021 09:30 - 13:30
  • 15 Ottobre 2021 14:30 - 18:30
  • 19 Ottobre 2021 09:30 - 13:30
  • 20 Ottobre 2021 09:30 - 20 Ottobre 0201 - 13:30
  • 22 Ottobre 2021 09:30 - 13:30
  • 22 Ottobre 2021 14:30 - 18:30
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28
Set

Corso di formazione RLS – Settembre 2021

09:30 - 13:30 Sicuringegneria SIFORMA presso Pallavicini Center e FAD in modalità sincrona

  • 29 Settembre 2021 09:30 - 13:30
  • 6 Ottobre 2021 09:30 - 13:30
  • 8 Ottobre 2021 09:30 - 13:30
  • 15 Ottobre 2021 09:30 - 13:30
  • 19 Ottobre 2021 09:30 - 13:30
  • 20 Ottobre 2021 09:30 - 13:30
  • 22 Ottobre 2021 09:30 - 13:30
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30
Set

Corso di formazione patentino fitosanitari – Settembre 2021

14:30 - 19:30 Sicuringegneria SIFORMA presso Pallavicini Center Pistoia

  • 7 Ottobre 2021 14:30 - 19:30
  • 13 Ottobre 2021 14:30 - 19:30
  • 20 Ottobre 2021 14:30 - 19:30
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27
Ott

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